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Sostituzione serbatoio GPL: quando farlo e come avviene

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La sostituzione del serbatoio GPL è una delle diverse modifiche apportate al Codice della Strada e introdotte dalla legge di conversione del decreto Semplificazioni 2020. In particolare è stato parzialmente rivista la normativa riguardante il comma 1 dell’articolo 78 del Codice della Strada, che tratta le modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e l’aggiornamento della carta di circolazione, mediante l’aggiunta di una norma che dovrebbe semplificare la procedura di sostituzione dell’impianto a gas.

In particolare, il comma 1 dell’art. 78 Cds dispone che “i veicoli a motore e i loro rimorchi devono essere sottoposti a visita e prova presso i competenti uffici della Direzione generale della Motorizzazione Civile quando siano apportate una o più modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali, ovvero ai dispositivi d’equipaggiamento, oppure sia stato sostituito o modificato il telaio. Entro sessanta giorni dall’approvazione delle modifiche, gli uffici della Motorizzazione ne danno comunicazione ai competenti uffici del PRA, solo ai fini dei conseguenti adeguamenti fiscali”. Quindi, per quanto riguarda le auto GPL, è necessario sostituire l’impianto a gas passati 10 anni dall’immatricolazione della vettura o dell’installazione della bombola.

Nonostante il regolamento sia necessario anche per preservare l’impatto ambientale delle autovetture, la sostituzione del serbatoio GPL 2021 comporta comporta tempi di attesa piuttosto lunghi, in qualche caso addirittura fino a un anno. Per questo, la modifica dell’art. 78 punta proprio a superare questi ritardi: il principio aggiunto al comma 1 prevede che “con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della nuova legge (15/09/2020, ndr), sono individuate le tipologie di modifica delle caratteristiche costruttive e funzionali, anche con riferimento ai veicoli con adattamenti per le persone con disabilità, per le quali la visita e prova non sono richieste. Con il medesimo decreto sono stabilite, altresì, le modalità e le procedure per gli accertamenti e l’aggiornamento della carta di circolazione”.

Cosa richiedere per il collaudo dell’impianto a gas?

Prima di procedere con la disamina del collaudo (cioè la visita e la prova dell’impianto a gas) è bene spiegare cosa si intende per serbatoio GPL. Il serbatoio GPL auto serve a stoccare il gas destinato ad alimentare il motore del veicolo sul quale è installato e deve garantirne l’effettiva tenuta, evitando dispersioni ed esplosioni in caso di incendio. Il serbatoio – dalla forma cilindrica o toroidale, detta anche “a ciambella” – viene installato nel bagagliaio oppure sotto di esso, o come primo impianto o come allestimento successivo. Comprare un’auto GPL è la soluzione sposata da molti automobilisti, chi per ragioni economiche – magari perché percorre molti chilometri – chi per ragioni di praticità, visto che questo tipo di alimentazione consente di circolare anche con veicoli pre-Euro.

Per richiedere il collaudo relativo all’installazione di un impianto a gas su veicoli a motore e la successiva dichiarazione di sostituzione del serbatoio GPL è necessario: presentare la domanda, su apposito modello (TT 2119), presso un ufficio della Motorizzazione Civile, compilato e sottoscritto secondo le avvertenze ivi contenute. Il modulo è reperibile presso gli uffici della Motorizzazione ed è disponibile online.  dovrà presentare la domanda per effettuare lo stesso utilizzando il modello TT 2119. Oltre a questa richiesta sarà fondamentale produrre la dichiarazione di installazione a norma, rilasciata dall’installatore autorizzato dalla Motorizzazione, nonché la documentazione tecnica del nuovo serbatoio GPL e le attestazioni dei versamenti effettuati.

Una volta terminate le pratiche burocratiche, si potrà prenotare la data in cui sottoporre l’auto al collaudo GPL con serbatoio vuoto.

Successivamente, verrà ritirata la carta di circolazione e verrà rilasciato un permesso provvisorio valido per la circolazione e per il successivo ritiro del duplicato della carta di circolazione.

Se il nuovo serbatoio GPL supererà il collaudo senza problemi sarà necessario attendere circa un mese per poter ottenere il libretto di circolazione aggiornato.

Attualmente con il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 8 Gennaio 2021, in ottemperanza all’Art. 49 comma g) della legge n.120, sono state introdotte alcune operazioni  svincolate dall’obbligo di collaudo da parte dei tecnici della Motorizzazione Civile. Si tratta di un emendamento all’Art. 78 del Codice della Strada che prevedeva per ogni modifica delle caratteristiche costruttive e funzionali del veicolo una visita e prova per determinare l’effettivo svolgimento a regola d’arte dei lavori e la conformità della variazione all’insieme delle norme vigenti. Il buon esito della visita e prova viene poi riportato sulla carta di circolazione del veicolo, di fatto aggiornata alle nuove caratteristiche approvate in sede di collaudo.

Quali sono le officine autorizzate alla sostituzione del serbatoio gpl?

Le autofficine che effettuano le modifiche alle caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli sopra elencate sono iscritte presso gli uffici competenti della Motorizzazione Civile che rilasciano, previa richiesta, un codice identificativo alfanumerico. Cona la nuova normativa, non sono previste visite ispettive da parte dei funzionari pubblici per il rilascio della nuova autorizzazione, come avviene normalmente per i centri di controllo abilitati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla revisione ministeriale dei veicoli.

L’ articolo 5 del Decreto Mit 8 Gennaio 2021 disciplina la fase transitoria alle nuove procedure di aggiornamento della carta di circolazione. Le nuove disposizioni si applicano anche a tutti i veicoli in attesa di visita e prova ai sensi dell’art. 78 del C.d.S. che, di fatto, nei casi sopra indicati è stato del tutto abolito. La documentazione per la richiesta di collaudo secondo i vecchi schemi vanno tuttavia conformate all’allegato A del presente decreto integrando, in particolare, le nuove certificazioni rilasciate dall’installatore che, nel frattempo, deve essersi accreditato presso la Motorizzazione Civile. Relativamente agli oneri dell’aggiornamento, gli attestati di versamento acquistati per la richiesta di collaudo sono riutilizzabili nella nuova procedura che non comporta costi aggiuntivi.

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